Il Longform del 23 dicembre sul sito di Repubblica (Teneri alcolisti a cura di Carlo Bonini con un contributo di Massimo Ammaniti e belle foto di Riccardo de Luca: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/12/23/news/teneri_alcolisti_abuso_di_alcol_e_droghe_tra_i_giovani_cause_ed_effetti_delle_dipendenze-331120325/) recupera dalle notti delle movide italiane immagini, storie di eccesso e rischio dalla viva voce dei giovani protagonisti. E li fanno commentare da esperti e testimoni oculari. Con il corredo di dati, anche interessanti benché non nuovi, sui comportamenti di eccesso alcolico e di droghe illegali.

La carrellata di testimonianze e foto è giornalisticamente efficace: voci in presa diretta, flash montati con tecnica cinematografica dai pronto soccorsi e dai laboratori degli esperti, infografiche ricche. Eppure qualcosa non torna. La rappresentazione angosciata del mondo giovanile come vittima di una macchina trita-cervelli che impone mode, profitti illeciti e comportamenti irresponsabili sulla pelle dei ragazzi scorpora dal complesso della realtà solo una parte, certo rilevante, ma non unica. Descrivere un capitolo della vita delle nostre città a partire da un problema reale è certo necessario. Proiettare il racconto del divertimento giovanile sullo sfondo gotico di una città impazzita e senza regole è altra cosa. La movida sembra non riesca a produrre discorsi che non siano polarizzati e contrapposti. 

Proprio perché la posta in gioco è alta sarebbe utile ricordare a noi stessi (nessuno escluso) che la soggettività dei ragazzi si esprime anche nel tempo libero e nel divertimento e come tale non va criminalizzata. E va ricordato che gli eccessi non sono maggioritari (per una ricognizione di atteggiamenti e comportamenti sulle movide romane e milanesi si vedano gli approfondimenti dell’Osservatorio Permanente Giovani e Alcool sul sito www.alcol.net). Stiamo parlando degli stessi giovani che hanno dato un esempio sui vaccini e che, in condizioni difficili, hanno tenuto duro in casa e a scuola nel tunnel della pandemia.

È urgente denunciare le derive irresponsabili ed illegali. Ma è anche necessario investire di più nei percorsi di valorizzazione di spazi dedicati ai ragazzi nelle città. Ricostruire il tessuto di una socialità più sana è un’opera di lunga lena che spesso non fa cronaca. Senza sconti. Ma anche senza allarmismi controproducenti. Ma per farlo bisogna saper guardare oltre la cortina fumogena dellamovida semper infelix.