Puntare il dito va sempre di moda

Fatalmente ovunque la riapertura e l’estate hanno rimesso in circolo le persone, sia pure con il viatico della prudenza e del distanziamento. Fatalmente una parte dei nuovi contagi si è messa in moto anche nella socialità delle movide. Era prevedibile. D’altra parte, con l’economia a terra e il turismo e il commercio a rischio estinzione (rischio per inciso tutt’ora attualissimo), la chiusura prolungata sarebbe stata come rinunciare a priori alla ripartenza. I riflettori sono puntati sui giovani, perché la ripresa dei contagi è coincisa con un abbassamento dell’età.

Complice un bisogno insano di stigmatizzazione, si sono scatenati i servizi sulle malamovide, l’allarme dei ragazzi senza mascherina, i selfie con i bicchieri… La nuova empietà in tempo di Covid ha il volto della movida. Non solo in Italia. In Gran Bretagna il governo si è affrettato a limitare gli incontri tra amici a non più di sei. Nei giorni scorsi il Portogallo ha deciso di limitare le adunate a dieci unità.

Intendiamoci: sulla movida si può certo fare di più e meglio. Ad esempio, investire in sicurezza delle città e dei quartieri indirizzando la socialità giovanile verso un uso del tempo libero riqualificato. Il divertimento dipende da chi lo pratica (i giovani) ma anche dall’offerta di alternative (e qui la politica ha colpe antiche). Lo psicologo sociale britannico Stephen Reicher (https://twitter.com/ReicherStephen) in un pezzo ragguardevole sul Guardian (https://www.theguardian.com/commentisfree/2020/sep/09/scapegoating-young-people-britain-coronavirus-rates?CMP=share_btn_tw), ci ricorda che i più giovani sono i soggetti con la maggior mobilità e spostamento, principalmente per ragioni di studio e lavoro e non di rado per servizi ai propri famigliari. Sono i primi a tornare in campo perché spesso sono i soli che lo possono fare, con gli anziani a casa e i genitori doppiamente impegnati con il lavoro agile e la gestione domestica. È doveroso aspettarsi che anche i ragazzi facciano la loro parte, ma il divertimento non è la sola e forse nemmeno la prima causa di contagio.

Il dito puntato a senso unico forse fa guadagnare un bonus morale ma difficilmente migliora i comportamenti.